Eko Club Verislia

Associazione Onlus

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE GUARDIE ZOOFILE

 

Le Guardie Eco-zoofile sono Guardie Giurate particolari nominate con Decreto del prefetto, ed operano a titolo volontario e gratuito, sono dislocate sul territorio nazionale in sezioni territoriali provinciali, creando una rete capillare per la disponibilità di interventi 24h su 24h per la prevenzione e la repressione degli abusi contro gli animali.

 

Collaborano con tutte le forze dell'ordine attraverso lo scambio e l'ausilio nelle materie di competenza, e con gli Enti e le Associazioni che abbiano fini analoghi a contribuire al perfezionamento della legislazione attinente le materie di tutela ambiente e animali da affezione.

 

Come diventare guardia zoofila

Si diventa Guardie Ecozoofile frequentando un corso di formazione con obbligo di frequenza e superando l'esame finale.

La richiesta di decreto prefettizio di guardia particolare giurata volontaria viene inoltrata dal responsabile dell'Associazione di volontariato con la quale si intende operare, al prefetto, e si viene chiamati a giurare fedeltà alle leggi della Repubblica italiana e di adempimento delle funzioni con coscienza e diligenza.

 

Per informazioni piu' dettagliate contattare il Responsabile (vedi contatti)

 

I requisiti necessari sono:

  • - essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea;
  • - avere raggiunto la maggiore età ed avere adempiuto agli obblighi di leva;
  • - sapere leggere e scrivere;
  • - non avere riportato condanna per delitto;
  • - essere persona di buona condotta morale;
  • - essere munito della carta di identità;
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La guardia zoofila volontaria come pubblico ufficiale.

Le Guardie Ecozoofile nell'esercizio delle loro funzioni sono PUBBLICI UFFICIALI E agenti di POLIZIA GIUDIZIARIA(L.189/2004) in materia di Protezione degli animali.

La nomina avviene con un atto pubblico, costituito da un decreto del prefetto della provincia nel quale si manifesta la volontà della Pubblica Amministrazione di incaricare alcuni soggetti ad esercitare funzioni di vigilanza e quelli che in diritto si definiscono “poteri autoritativi”.

Rientrano invece nel concetto di “poteri certificativi” tutte quelle attività di documentazione cui l’ordinamento assegna efficacia probatoria, quale che ne sia il grado (cfr. Cass. pen., V Sez., massima 7958/1992 del 11-07-1992).

Le guardie zoofile esplicano un servizio disciplinato da norme di diritto pubblico, nel cui ambito sono conferiti poteri di accertamento delle violazioni di disposizioni in materia di tutela penale degli animali e di redazione dei relativi atti.

L’art. 357 del codice penale dà la seguente definizione di pubblico ufficiale:codice penale “Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione e dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi e certificativi”.La qualifica di pubblico ufficiale prescinde da un rapporto di dipendenza con lo Stato o con un altro ente pubblico, rilevando soltanto che l’attività svolta sia regolata e disciplinata da norme di diritto pubblico, per cui detta qualifica deve essere riconosciuta a quei soggetti che, pubblici dipendenti o semplici privati, concorrono a formare ovvero a manifestare la volontà della pubblica amministrazione, esercitando, per esempio poteri certificativi (cfr. Cass. pen., V Sez., sentenza 27 marzo-12 giugno 2003, n.° 25509).

Agli effetti della legge penale è pubblico ufficiale chi, in forza di legge o di regolamento o di fatto, esercita una pubblica funzione legislativa, amministrativa o giudiziaria, formando o concorrendo a formare, con la sua volontà, la volontà sovrana dello Stato o di altro ente pubblico presso il quale è chiamato ad esplicare mansioni autoritarie.

Funzione e qualfiica

La guardia volontaria riveste, nell’esercizio delle sue funzioni, la qualità di pubblico ufficiale, e svolge funzioni di polizia giudiziaria.

Occorre però fare chiarire la differenza tra funzioni e qualifica di polizia giudiziaria.

Le funzioni sono temporanee ed esse vengono svolte quando la guardia giurata volontaria, nell’esercizio delle sue funzioni, si trova in presenza di un reato. Tali funzioni cessano con l’espletamento delle attività e degli atti necessari ad accertare il reato.

La qualifica è, invece, permanente ed è data a quei soggetti che in modo continuo svolgono attività di polizia. La qualifica è condizione permanente e va oltre l’orario di servizio e il configurarsi di reati.

Nell’esercizio delle sue funzioni, la guardia zoofila volontaria, in quanto pubblico ufficiale incaricato di accertare determinati reati e illeciti amministrativi, può legittimamente chiedere i documenti di riconoscimento ad una persona che per motivi di servizio è opportuno identificare (il proprietario del cane non tatuato, colui che ha abbandonato un gatto, ecc.); può e deve procedere alla stesura dei relativi atti e verbali, e può adottare tutte quelle procedure ritenute idonee per far osservare la normativa di propria competenza (ad esempio, intimare al proprietario di togliere il cane da una oggettiva e concreta detenzione di estrema cattività, chiedere l’intervento del Servizio Veterinario per quanto di competenza, ecc.).

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Funzioni di polizia giudiziaria

Ai sensi dell’articolo 55 del codice procedura penale, la polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale.

Le guardie giurate volontarie delle associazioni svolgono, ai sensi dell' articolo 6 della L. 189/04 funzioni di polizia giudiziaria e pertanto:

a)prendono notizia dei reati contro gli animali di propria iniziativa o ricevendo notizia di un reato di propria competenza da terze persone. Acquisita la notizia di reato, ai sensi dell’art. 347 c.p.p., la polizia giudiziaria, senza ritardo, riferisce al pubblico ministero, per iscritto, gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi sino ad allora raccolti, indicando le fonti di prova e le attività compiute, delle quali trasmette la relativa documentazione.

b)impediscono che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori bloccando il proseguimento degli stessi e interrompendo la situazione antigiuridica in atto. Le guardie volontarie non possono limitarsi all’identificazione dell’autore di un fatto-reato, ma devono ripristinare la situazione ante delicutm, utilizzando gli strumenti e le procedure necessarie previste dal codice di rito; ricercano gli autori dei reati di loro competenza. Una volta avuta notizia di un reato, le guardie volontarie devono attivarsi anche per risalire all’autore e identificarlo, utilizzando i tradizionali strumenti usati dalla p.g. a tale scopo;

c)compiono gli atti necessari per assicurare le fonti di prova assicurando, nell’immediatezza degli accertamenti sull’illecito penale, le cose e le tracce pertinenti il reato che possono costituire una prova o che del reato sono il prodotto o il profitto. Esse devono curare che le tracce o le cose pertinenti al reato siano conservate e che lo stato dei luoghi e delle cose non venga mutato prima dell’intervento del p.m. Esse compiono gli accertamenti e i rilievi necessari sullo stato dei luoghi e delle cose. Il che significa che possono effettuare rilievi fotografici, riprese video, misurazioni, ecc.

d)raccolgono quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale, ovvero procedono all’identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini, possono ricevere da questi dichiarazioni spontanee, possono procedere all’identificazione delle persone che sono a conoscenza dei fatti e che possono riferirne in qualità di testimoni e possono assumere da costoro informazioni sommarie.

Funzioni di polizia amministrativa

Il penultimo comma dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n.° 689 (modifiche al sistema penale), stabilisce che “all’accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria”.

In pratica le guardie zoofile per l’accertamento delle violazioni amministrative di rispettiva competenza, possono:discarica

a) Assumere informazioni. Non sarebbe sbagliato parlare di attività investigativa sui generis, che si concretizza nella raccolta di notizie, dati, fatti, circostanze, e in generale di tutte quelle conoscenze che possono concorrere alla formazione di informazioni utili per l’accertamento delle violazioni amministrative di propria competenza.

b) Procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora. L’ispezione va intesa come attività di controllo finalizzata alla verifica di determinate situazioni in atto e all’eventuale presenza di cose la cui detenzione integra una violazione amministrativa. Nel corso dell’ispezione, il pubblico ufficiale si deve limitare al “controllo visivo” della situazione e non può procedere alla ricerca di cose. In ogni caso l’ispezione deve avvenire senza danno a cose e persone e nei luoghi diversi dalla “privata dimora”. Rientrano nel concetto di privata dimora non solo le abitazioni, gli uffici, i garage, ma qualunque luogo liberamente adibito ad uso domestico in modo definitivo o temporaneo, indipendentemente dalle attività che ivi si esercitano e dalla continuità dell’utilizzo, come il cortile, l’orto, il terrazzo, ecc.

c) Fare rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ogni altra operazione tecnica. Si tratta di operazioni finalizzate all’accertamento delle violazioni amministrative e che possono essere utilizzate come prova della violazione. È legittima, quindi, la condotta della guardia zoofila che fotografa, nel corso di un controllo in un negozio, gabbie non a norma contenenti animali in violazione delle disposizioni comunali o regionali, perché tale operazione è finalizzata all’accertamento di un illecito di propria competenza. La norma in esame dà agli operatori un largo margine operativo, e consente di effettuare qualsiasi “operazione tecnica” ritenuta utile al fine del procedimento, come rilievi planimetrici o topografici, metrature, ecc.

d) Procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa, nei modi e con i limiti con cui il Codice di procedura penale consente il sequestro alla polizia giudiziaria.

Le guardie zoofile, tra le altre cose, sono incaricate di accertare fatti che costituiscono violazione amministrativa e possono quindi adottare, nei limiti e nei casi previsti dalla legge, provvedimenti tesi ad impedire che la violazione possa determinare conseguenze più gravi o che il suo frutto o i mezzi usati per commetterla si disperdano

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Profilo storico-giuridico

Nel nostro sistema legislativo nel settore che possiamo ricondurre alla tematica generale dell’ambiente si è sviluppata, a partire dalla nascita dello Stato unitario, una ricca serie di leggi che affidano la vigilanza anche a soggetti giuridici aventi la qualifica di guardie particolari giurate.

Nel corso dei decenni i campi d’intervento delle guardie particolari giurate sono diventati sempre più numerosi:

  • protezione degli animali (art. 7 della L. 12 giugno 1913, n. 611, provvedimenti per la protezione degli animali)
  • foreste (art. 46 r.d. 16 maggio 1926. n. 1126, Regolamento per l’applicazione del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3267 concernente il riordinamento e la riforma della legislazione in materia di boschi e dei terreni montani)
  • pesca (art. 30 r.d. 8 ottobre 1931, n., 1604, t.u. delle leggi sulla pesca, modificato dal r.d.l. 11 aprile 1938, n. 1183 )
  • acque (art. 217 r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775, t.u. delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici)
  • caccia (art. 68 r.d. 5 giugno 1939, 1016, t.u. delle norme per la protezione della selvaggina e per l’esercizio della caccia)
  • vigilanza sulla raccolta e la vendita dei tartufi (Legge 16.12.85 n. 752)
  • vigilanza sulla raccolta e il commercio dei funghi (DPR 14 luglio 1995, n. 376).

Come vedremo, tali funzioni le hanno mantenute per un lungo periodo, 66 anni, fino al 1979.

Con il Fascismo ci fu la modifica di tutta la normativa che regolamentava il riconoscimento e le funzioni delle “associazioni per la protezione degli animali” che, di diritto, furono sciolte e ricostruite come organi provinciali dell’“Ente Nazionale Fascista per la Protezione degli Animali” (Legge 11 aprile 1938, n. 612).

Nel 1954 l’Ente per la protezione degli animali subì un altro riordino con la legge 19 maggio 1954, n. 303 “Modificazioni all’ordinamento dell’Ente Nazionale per la protezione degli animali”. In pratica furono abolite quasi tutte le disposizioni emanate in epoca fascista, ma l’ordinamento delle guardie zoofile non subì modifiche.

Infine, è arrivato il Decreto del Presidente della Repubblica del 31 marzo 1979, “Perdita della personalità giuridica di diritto pubblico dell’Ente nazionale protezione animali, che continua a sussistere come persona giuridica di diritto privato”.

Con tale modifica, anche la figura della guardia zoofila ha subito un mutamento giuridico. L’art. 5 del DPR 31/03/79, infatti, recita: “Ferma rimanendo la qualifica di guardie giurate, le guardie zoofile aventi la qualifica di agenti di pubblica sicurezza perdono tale ultima qualifica e potranno essere utilizzate a titolo volontario e gratuito dai comuni singoli o associati e comunità montane per la prevenzione e repressione delle infrazioni dei regolamenti generali e locali, relativi alla protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico”.

La riforma L.189-2004

Il comma 2 dell’articolo 6 (Vigilanza) della legge 189/04 recita:

“La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute”.

Secondo il Ministero dell’Interno, le guardie particolari giurate nominate ai sensi della 189/04 svolgono le funzioni di polizia giudiziaria “ope legis” poiché la legge “riconosce alle medesime l’esercizio delle relative funzioni. Si ritiene, inoltre, che detti soggetti assumano la qualità di ufficiali o agenti di p.g. a seconda dalle disposizioni ricevute dell’Autorità Giudiziaria competente.”

(Circolare Ministero dell’Interno n.° 200510150927511795 del 15/10/2005).

Qualcuno ha letto l’inciso “con riguardo agli animali d’affezione” come un volere limitare l’operato delle guardie volontarie alla sola vigilanza su “cani e gatti”. Ma a ben vedere ciò non è vero. Citiamo la definizione che riprende a grandi linee quella della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987: “Per animali da compagnia si intende ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia.”

Nel “Dizionario di Etologia”, diretto dal Prof Mainardi, troviamo questa definizione di “animali da compagnia”: “Animali che vivono a stretto contatto con l’uomo, in condizioni di domesticità e che hanno stabilito con lui particolari rapporti sociali indipendentemente dall’utilità per l’uomo offerta

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